OLIVER RIVER GESS BAND

La "Oliver River Gess Band" – il cui nome allude scherzosamente a un torrente locale, con un riferimento alla tradizione fluviale delle orchestre che si esibivano sui battelli del sud degli States all’epoca in cui la grafia del termine "jazz" non era ancora standardizzata – nasce a Cuneo nel 1991, esibendosi per i primi tre anni di attività come "King Oliver’s Jazz Keepers".
L'intento è, fin dal principio, programmatico: divulgare e proporre dal vivo il genere New Orleans degli albori, e in particolare le incisioni del leggendario “King” Oliver con la sua Creole Jazz Band. L’opera richiede un accurato e laborioso recupero degli arrangiamenti originali, realizzato con pazienti trascrizioni da registrazioni spesso rudimentali, una caratteristica dell’orchestra che ottiene immediati e prestigiosi consensi già alle prime esibizioni in concerto.

GREEN JADE
 
I Green Jade nascono nel 2017 dall’unione di 4 musicisti della provincia di Cuneo, provenienti da generi musicali differenti, proponendo con un’accurata ricerca di brani, un sound unico. La Band si concentra principalmente sul Funky/Soul spaziando dai "Living Colour" a "Wilson Pickett ".

 

 

TAXI DOWNTOWN TRIO
 

Fare male con delicatezza, accarezzare graffiando le corde e la voce.Taxi Downtown è la strada più veloce verso i bassifondi della musica, in quella zona della città dove stanze sordide si aprono solo ai clienti fedeli, ai protagonisti e ai destinatari delle storie del blues.Taxi Downtown non ti porta dove volevi andare, perché il taxista è come il barista ed è come il blues, l'acustico pare elettrico e melodie conosciute si diluiscono in arrangiamenti originali.Taxi Downtown non fa nemmeno pagare la corsa. Perché è lì che voleva andare anche lui.

 

 

DUB FIRE 

 

I Dub fire propongono brani originali e covers roots e dub scelte tra il vasto repertorio giamaicano. La scaletta spazia da Dennis Brown a Morgan Heritage senza tralasciare i classici di Bob Marley. La band erede di svariate roots band cebane esiste da circa 20 anni ed opera prevalentemente in Piemonte e Liguria. Nato come trio, il gruppo ha subito molte variazioni di organico arrivando a contare fino a 7 elementi, attualmente i Dub Fire sono in 4. Sul palco, accanto a Flavio Bruno (tastiere, voce, live mixing), anima storica della band, salgono, Giampiero Secco (chitarra e cori), Marco Lo Baido (basso) e Stefano Frongia (batteria). Nel 2000 i Dub Fire hanno autoprodotto la loro prima demo intitolata “Mr. Jones”. Il lavoro comprende composizioni originali, con liriche in inglese e francese, composte e cantate da Auguste e covers interpretate da Flavio Bruno. La seconda demo, “All Right”, è stata realizzata tra il 2002 e il 2003 e contiene tre brani originali più una “version”. I Dub Fire hanno avuto tra le loro file Fabrizio Viscardi, chitarrista solista al seguito di Francesco De Gregori durante il tour ‘97/98, il quale ha militato nel gruppo per circa due anni prendendo parte alle registrazioni della demo “Mr. Jones”. Altre collaborazioni illustri dal vivo si sono avute con Toti Canzonieri, l’ottimo sassofonista dei Tribà (che, tra l’altro ha contribuito, insieme con Giotto Napolitano, trombettista dei Tribà, alla realizzazione della seconda demo), Massimo Celsi pianista jazz di massimo livello e Renzo Coniglio, apprezzato batterista monregalese. Durante gli anni il gruppo ha partecipato a diversi contest spingendosi a suonare sino a Roma. Nel 2003 e nel 2004 il loro brano “All Right” è stato trasmesso durante la trasmissione Demo di Radio RAI. Anche Prince Thierry, famoso DJ francese, ha trasmesso diversi loro brani nelle sue tramissioni radiofoniche. I testi dei Dub Fire parlano di esperienze comuni come l'amore, la rivalutazione ambientale e il rastafaresimo inteso come filosofia e stile di vita. A questo proposito, il gruppo, ha comunque molte riserve circa il fatto che Haile Selassie sia la reincarnazione di Dio. I Dub Fire si propongono per concerti live, situazioni che variano dal centro sociale alla manifestazione con più gruppi, dalla serata benefit alla birreria, etc.

TICHÝ TRIO

 
Il Tichý Trio è una fortunata accolita di novelli Argonauti, che si muovono nel mare magnum musicale del 2019 alla speranzosa ricerca del vello d’oro (ma va bene anche ebano, o cremisi!). Spiega il capitano e pianista Albert “Giasone” Tichý: “Il nostro trio, con Diego Dutto alla tromba, cornetta e flicorno, e Marco Lo Baido al basso e al clarinetto, non teme la navigazione in acque incerte: jazzisti creoli di Chicago e New Orleans, echi felliniani della Dolce Vita, eleganti hipsters californiani anni cinquanta e bettole toscane dove Waits incontra Pinocchio (e vanno assieme al circo), il tutto spruzzato da qualche “razzmatazz” di un noto avvocato astigiano… perché come dice Paolo Conte, in musica il tempo non è che un continuum ed un’illusione. E allora lasciateci divertire a condurre la nostra imbarcazione tra le Simplegadi, gli scogli itineranti del Novecento musicale che - anziché spaventarci a morte - ci colmano di un’ebbra euforia da marinai!”

OFFICINE PSYCHO

 
Note rotolano e rimbalzano su lamiere e tamburi come elettrici ippocampi sulla scia di draghi d'acciaio e frustate di luce, volti sporchi di paura in processione, danze violente di soldati in guerra senza un re, deserti di suono pietrificato, silenzio primordiale incarnato, caduta nel tempo, liturgie sghembe e metalliche dell'alienazione quotidiana, occhi innocenti nel rumore bianco di mille fabbriche, un'ara in fiamme, offesa, in un inquieto concerto di neve mentale".
Sonorità incontrano l'immagine in una 'visione' che trascende le consuete rotte musicali per avventurarsi sui sentieri folgoranti dell'improvvisazione.
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